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Gli acidi grassi omega-3 proteggono cuore e cervello

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Omega-3 per cuore e cervello Negli ambienti scientifici di tutto il mondo continuavano ad emergere sempre nuove conferme sugli innumerevoli benefici che gli omega-3 sono in grado di apportare alla nostra salute. Le ricerche dimostrano che gli acidi grassi omega-3 possono abbassare i livelli di colesterolo LDL (colesterolo "cattivo") e trigliceridi. Possono inoltre fornire altri benefici, come ridurre le infiammazioni, ridurre i rischio di attacchi cardiaci e aumentare funzioni cerebrali.

Gli acidi grassi omega-3 proteggono il cuore

Ulteriori prove emergono da uno studio chiamato "JELIS" (Japan EPA Lipid Intervention Study) pubblicato dal giornale medico The Lancet nell'edizione del 31 marzo 2007 (vol. 369, p. 1090-1098). Lo studio ha dimostrato che l'integrazione con acidi grassi omega-3 e con EPA (acido eicosapentaenoico) può portare ad una diminuzione del rischio di angina del 24% e di malattie coronariche non letali del 19%. Analizzando un campione di 18.645 pazienti per quattro anni e mezzo, lo studio ha evidenziato benefici significativi della salute cardiovascolare. Nell'editoriale che accompagna lo studio, il prof. Dariush Mozzafarian dell'Harvard Medical School e dell'Harvard School of Public Health plaude ai ricercatori dello JELIS, e afferma: "questi risultati dovrebbero sollecitare ulteriori studi clinici sugli effetti dell'olio di pesce...".
Sul numero del 1 novembre 2005 di Circulation, rivista dell'American Hearth Association è stato pubblicato uno studio secondo il quale l'integrazione quotidiana con acidi grassi omega-3 può ridurre il rischio di attacchi cardiaci mortali in pazienti ad alto rischio.
Tra i benefici riscontrati, la diminuzione delle irregolarità del battito cardiaco. I ricercatori hanno dichiarato che "se i dati che abbiamo raccolto saranno confermati da altre ricerche, gli acidi grassi omega-3 potrebbero essere raccomandati come una alternativa meno tossica ai tradizionali medicinali antiaritmici per prevenire l'insorgere di episodi ricorrenti di tachicardia e fibrillazione".
Un'altra ricerca presentata sempre nel novembre del 2005 durante l'incontro scientifico dell'American Heart Association ha evidenziato i benefici degli acidi grassi omega-3 anche in quei soggetti che assumono medicinali contenenti statine, (come il Torvast, il Crestor o lo Zocor). I dati provengono dall'analisi di 18.645 partecipanti ad una ricerca di lungo periodo sugli effetti degli acidi grassi omega-3 EPA (acido eicosapentaenoico) più statine rispetto alle statine da sole.
I risultati hanno evidenziato che combinando statine più EPA si è ottenuta una riduzione del 19% nell'incidenza di diversi problemi cardiaci rispetto alle sole statine.
Il Dr. Mitsuhiro Yokoyama, direttore del reparto di Medicina cardiovascolare e respiratoria all'Università di medicina di Kobe conclude: "Questi risultati sembrano confermare la validità dell'uso di olio di pesce e di acidi grassi omega-3, dal momento che apportano effetti benefici". I ricercatori hanno anche sottolineato che gli effetti positivi delle statine e dell'EPA combinati sono persino più evidenti in persone che abbiano già sofferto di disturbi coronarici.
Gli effetti degli acidi grassi omega-3 sulla salute del cuore sono evidenziati anche in un articolo pubblicato dalla rivista American Journal of Clinical Nutrition (vol. 84, pp. 5-17; luglio 2006). Una ricerca in particolare ha dimostrato che una dose di omega-3 di 850 mg (EPA e DHA) ha portato ad una riduzione del 21% di morte per cause diverse; una riduzione della morte cardiaca del 35% e per morte improvvisa del 45%. Nelle loro conclusioni, i ricercatori della Columbia University hanno dichiarato: "Possiamo affermare che nelle nazioni in cui il consumo degli acidi grassi omega-3 è relativamente basso, sono necessarie delle iniziative per la salute pubblica finalizzate ad aumentarne il consumo".
In un altro studio, pubblicato nell'agosto 2006 sulla rivista European Journal of Clinical Nutrition (vol. 10, pp. 978-984), i ricercatori hanno riportato che gli acidi grassi omega-3 EPA e DHA sono sicuramente importanti per la salute del cuore ed altri, tra cui l'acido alfa linoleico (ALA), stanno dimostrando di avere proprietà analoghe.

La capacità degli omega-3 di preservare le funzioni cerebrali

Uno studio condotto da un gruppo di ricercatori olandesi ha preso in esame il declino delle capacità cognitive di un gruppo di persone di età compresa tra i 70 e gli 89 anni per un periodo di 5 anni. Pubblicato sul numero di aprile 2007 dell'American Journal of Clinical Nutrition (vol. 85, pagg. 1142-1147), ha permesso di dimostrare come un più elevato consumo di pesce (e quindi livelli più elevati di EPA e DHA) è in grado di ridurre in modo significativo il declino cognitivo. I risultati sono stati particolarmente significativi nei soggetti con alta pressione sanguigna o alto tasso di colesterolo.
L'American Journal of Clinical Nutrition (vol. 85, pp. 1103-1111) ha pubblicato un secondo studio condotto dal Dr. May Beydoun dell'Università del Nord Carolina che ha evidenziato un declino più lento delle capacità verbali in presenza di maggiori livelli di EPA e DHA.
Un rapporto pubblicato dalla US Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ) nel 2005 riportava che il consumo di pesce ricco di omega-3 può rallentare l'invecchiamento del cervello. Individui anziani con un'alimentazione ricca in EPA e DHA hanno mostrato una più grande funzione cognitiva quando paragonati a coloro che hanno un'alimentazione carente di omega-3. Inoltre, in uno studio pubblicato sull'American Jornal of Clinical Nutrition, i ricercatori hanno riportato che gli individui che assumevano olio di pesce avevano del test QI un punteggio superiore del 13% e mostravano meno segni precoci della malattia di Alzheimer, risptto a coloro che non ne consumavano. In un ulteriore studio pubblicato nel dicembre 2005 sull'Archives of Neurology, i risultati hanno testimoniato che coloro che mangiavano pesce ricco di omega-3 almeno una volta alla settimana avevano un tasso di invecchiamento del cervello più lento del 10%.


Bibliografia:

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  • GNLD: NEWS YOU CAN USE; 1/2006 (Ita)
  • GNLD: NEWS YOU CAN USE; 3/2006 (Ita)
  • GNLD: NEWS YOU CAN USE; 3/2007 (Ita)