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I benefici degli omega-3 contro il declino mentale legato all'invecchiamento

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Omega-3 contro il declino mentale In un numero dell'American Journal of Clinical Nutrition (vol.6; n°5) vengono presentate tre ricerche che mirano a far luce sulla capacità degli acidi grassi omega-3 di proteggerci dalla perdita delle facoltà cognitive, troppo spesso associate con l'invecchiamento nella società contemporanea. Nella presentazione di questa importante ricerca, Irwin Rosenberg del Jean Mayer Human Nutrition Research Center on Aging presso l'Università di Boston ha evidenziato il significato di questo lavoro scientifico. Nel suo articolo Rethinking Brain Food (Ripensare il cibo del cervello - ndr) Rosenberg passa in rassegna le scoperte scientifiche fondamentali(4) emerse dall'insieme delle tre ricerche(1)(2)(3).
Da quel che egli scrive, risulta chiaramente la capacità degli acidi grassi omega-3 di proteggere il cervello dai danni provocati dall'invecchiamento. Sono così numerose le prove a sostegno di questa tesi, tanto da fargli affermare nelle sue conclusioni: "Questi studi, che mettono in relazione determinati elementi nutrizionali con le funzioni cerebrali nel corso del periodo che precede l'insorgere della malattia, offrono l'opportunità di intervenire precocemente per preservare la funzionalità cerebrale e rallentare il progredire della demenza attraverso l'integrazione di omega-3; risulta così possibile ottenere sensibili miglioramenti sulla qualità della vita e sugli elevati costi legati ad una malattia neurodegenerativa".

I ricercatori guardano oltre EPA e DHA

In uno studio di carattere generale(2), l'importanza degli acidi grassi omega-3 in generale, e in particolare dell'acido docosapentaenoico (DPA), è stato analizzato mettendolo in correlazione con la salute del cervello delle persone anziane. Il DPA, con l'EPA e il DHA sono tre degli otto acidi grassi omega-3 coinvolti nell'alimentazione umana. In precedenti ricerche si è studiato il modo in cui il DPA protegge il cuore, ma questa è la prima volta che ne vengono studiati gli effetti sulla salute cognitiva.
La loro conclusione è che l'insieme completo di acidi grassi omega-3 (EPA+DPA+DHA) si associa con una diminuzione del declino in due parametri delle funzioni cognitive: la "velocità sensomotoria", cioè la prontezza con cui il cervello reagisce agli stimoli sensoriali e la "velocità complessa", cioè con che velocità il cervello è in grado di elaborare problemi complessi.


Bibliografia:

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  • (1) F.L. Crowe, C.M. Skeaff, T.J. Green, A.R. Gray. "Serum phospholipid n-3 long-chain polyunsaturated fatty acids and physical and mental health in a population-based survey of New Zealand adolescents and adults" Pages: 1278-1285
  • (2) Carla Dullemeijer, J. Durga, I.A. Brouwer, O. van de Rest, F.J. Kok, R.-J. M Brummer, M.P.J. van Boxtel, and P. Verhoef. "N-3 Fatty acid proportions in plasma and cognitive performance in older adults" Pages: 1479-1485
  • (3) E. Nurk, C.A. Drevon, H. Refsum, K. Solvoll, S.E. Vollset, O. Nygard, H.A. Nygaard, K. Engedal, G.S. Tell, and A.D. Smith. "Cognitive performance among the elderly and dietary fish intake: the Hordaland Health Study" Pages:1470-1478
  • (4) Rosenberg, I.H. "Rethinking Brain Food", Editorial pages 1259-1260
  • GNLD: NEWS YOU CAN USE; 1/2008 (Ita)