
Il ruolo degli acidi grassi omega-3 nel preservare salute, vitalità e longevità è oggetto di numerosi studi da ormai molti anni. Fin dalle prime scoperte in proposito, negli anni '60 e '70, è emerso al di là di ogni possibile dubbio come gli acidi grassi omega-3 ricoprano un ruolo fondamentale per la salute umana. Gli studi più recenti, come quest'ultimo condotto dalla GNLD, confermano queste ipotesi.
Attraverso la ricerca epidemiologica (lo studio cioè di grandi popolazioni), gli scienziati hanno evidenziato più volte come rilevanti percentuali della popolazione non assumano quantità sufficienti di questi "grassi buoni", mentre assumono troppi "grassi cattivi". Le carenze nutrizionali che derivano da abitudini alimentari scorrette sarebbero la causa di un aumento del rischio cardiovascolare, sbilanciando inoltre gli equilibri biochimici dell'organismo verso uno stato "pro-infiammatorio", innalzando il fattore di rischio di diverse malattie e accelerando il processo di invecchiamento.
Come affermato dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), dal Centro per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie (CDC) e da molte altre Istituzioni che si occupano di salute a livello mondiale, l'aumento del contenuto di omega-3 della nostra dieta è un fattore di assoluto rilievo nel risolvere l'epidemia di malattie croniche che il mondo sta affrontando.

Lo studio è stato condotto su 31 individui adulti sani (16 donne e 15 uomini) di età compresa tra 35 e 65 anni, seguendo un protocollo di intervento clinico sull'alimentazione, pre-approvato da una commissione esaminatrice esterna. Sono stati monitorati gli effetti dell'integrazione alimentare di tre capsule al giorno di Omega-3 Salmon Oil Plus per un periodo di 8 settimane. Le analisi sono state effettuate all'inizio, dopo 4 settimane e dopo 8 settimane. Tutta la raccolta dei campioni di sangue, l'analisi di questi e l'analisi statistica sono state effettuate da laboratori indipendenti.
In generale si presume che gli integratori di omega-3 siano biodisponibili, ma il grado di biodisponibilità e la rapidità di assorbimento sono un importante indicatore dei benefici funzionali. In questo studio è stato provato che l'Omega-3 Salmon Oil Plus è prontamente biodisponibile e viene assimilato rapidamente dalle membrane cellulari. I maggiori aumenti in EPA, DHA e DPA sono stati riscontrati entro le prime 4 settimane, pur continuando nelle successive, fino alle 8 settimane complessive di studio.
I livelli di trigliceridi nel sangue sono un importante indicatore della salute cardiovascolare e del rischio di malattia. In generale più bassa è la loro concentrazione, minore è il rischio. Sebbene la maggioranza degli individui monitorati nello studio abbia iniziato il test con livelli di trigliceridi considerati nella norma, è importante notare che l'Omega-3 Salmon Oil Plus ha comunque indotto una riduzione media del 17%.
In particolare, i maggiori benefici sono stati riscontrati nei soggetti che all'inizio dello studio presentavano livelli di trigliceridi più alti. L'effetto più sorprendente è stato riscontrato in un individuo con un valore iniziale di trigliceridemia di 436mg/dl calato a 210mg/dl dopo solo 8 settimane: il 52% di miglioramento.
E' stato già dimostrato nella letteratura scientifica che l'infiammazione è una delle forze che interviene nel guidare il processo dell'invecchiamento e l'insorgenza di malattie. Gli effetti di piccole infiammazioni di cellule e tessuti protratte per lunghi periodi di tempo sono implicati direttamente nell'epidemia di malattie croniche che sta affliggendo il mondo odierno.
Questo studio mostra che l'integrazione con Omega-3 Salmon Oil Plus in maniera rapida ed efficace interviene a riequilibrare queste forze, aumentando gli antinfiammatori omega-3 e rimuovendo acido arachidonico, che invece stimola i processi infiammatori.
Questo studio mostra che l'integrazione con Omega-3 Salmon Oil Plus garantisce un miglioramento del rapporto antiinfiammatorio omega-3:omega-6 superiore al 25% in sole 4 settimane e superiore al 30% in 8 settimane.

Il rapporto tra acidi grassi omega-3 e la loro controparte ovvero gli omega-6 è un altro indicatore del rischio di salute cardiovascolare. Bassi livelli di acidi grassi omega-3 sono correlati con un aumento del rischio di malattie cardiovascolari, mentre alti livelli di omega-3 indicano un più basso rischio di malattia. L'integrazione con Omega-3 Salmon Oil Plus mostra un miglioramento del 43% nel rapporto omega-3:omega-6.
L'Indice Omega-3 è un indicatore fisiologicamente rilevante di rischio di morte per malattie cardiovascolari. E' un concetto all'avanguardia per guardare al futuro della salute cardiovascolare. Tre studi recenti sulla popolazione pubblicati nel New England Journal of Medicine, Journal of the American Medical Association e American Journal of Clinical Nutrition(1) hanno mostrato una relazione inversa tra questo Indice Omega-3 ed il rischio di arresto cardiaco. L'integrazione con Omega-3 Salmon Oil Plus causa un rapido e significativo incremento dell'Indice Omega-3 sia dopo 4 settimane che dopo 8 settimane, portando alla conseguente riduzione del rischio di improvvise morti per arresto cardiaco.
L'acido arachidonico (AA) è un noto promotore dell'infiammazione nelle cellule e nei tessuti quando troppo di esso è presente nelle membrane cellulari. Gioca un ruolo chiave, perciò, nel processo infiammatorio e nella risultante accelerazione dell'invecchiamento e nell'aumentato rischio di malattia. Questo studio ha mostrato che l'Omega-3 Salmon Oil Plus è stato in grado di rimuovere l'intrusione dell'AA nelle membrane cellulari del 9,6% in sole 8 settimane – un indicatore importante di un altro effetto di promozione dello stato di salute.
L'Indice Infiammatorio (II) è un indicatore della reale tendenza all'infiammazione del nostro organismo. Si tratta di uno strumento biomedico emergente che aiuta i medici ed altri professionisti della salute a guardare nel futuro della salute o del rischio di malattia delle persone.
Esso viene determinato attraverso una serie di test medici, analisi e calcoli e viene assegnato come un dato indicativo del rischio. Più alto è il numero assegnato, più alto è il rischio relativo.
In questo studio, anche se tutti gli individui erano considerati sani, sono entrati con un "Indice Infiammatorio" in media pari a 2,5. Dopo 4 settimane di integrazione, la media dei valori di Indice Infiammatorio è scesa del 60% fino ad 1,0 ed è poi ulteriormente calata fino a 0,8 dopo 8 settimane.
Bibliografia:
