
Noto come il frutto miracoloso del Mediterraneo, il melograno è stato tra le prime piante ad essere coltivate dall'uomo più di 4.000 anni fa.
Venerata dalle culture antiche, la melagrana era considerata un frutto degli dei, associato alla nascita ed alla vita eterna.
Come simbolo di aderenza ai principi morali, la melagrana è citata nel Vecchio Testamento della Bibbia (libri dell'Esodo e dei Re) ed ha abbellito le tombe egizie. Secoli fa, il suo legame con la salute e la vitalità ha portato alla collocazione di una immagine della melagrana sullo stemma del Royal College of Physicians (Regno Unito), dove è ancora oggi presente.
Uno studio israeliano, pubblicato sulla rivista Clinical Nutrition,(1) ha dimostrato che il consumo quotidiano di succo di melagrana è stato in grado di proteggere il sistema cardiovascolare dall'indurimento delle arterie e di ridurre l'ossidazione del colesterolo di almeno il 50%.
Uno studio del 2005 pubblicato sull'American Journal of Cardiology ha presentato dei dati a supporto del fatto che bere un bicchiere di succo di melagrana ogni giorno può migliorare la circolazione sanguigna per gli uomini e le donne con malattia coronarica.(2)
Il potere della melagrana è connesso al suo contenuto in polifenoli, in particolare ad una loro sottoclasse nota come punicalagine.
Riconosciuto come un ingrediente miracoloso e donatore di salute dall'oriente, il tè verde è parte della cultura umana quasi da 5.000 anni.
Se ne è scritto per la prima volta nel 2750 A.C. circa.
È stato usato come tè cerimoniale e come medicinale. Nelle culture antiche il tè verde era ritenuto avere poteri unici che agivano nelle vie energetiche del corpo, proteggendo le persone dalle forze del male e promuovendo una vita lunga ed una tranquillità eterna. Si pensava che l'energia, l'attenzione, la lucidità mentale e la saggezza fossero effetti benefici di questo tè.
È stato dimostrato che i polifenoli del tè verde proteggono le cellule del cervello, del seno e della prostata. Uno studio del 2007, pubblicato sulla rivista Current Neuropharmacology, afferma che la famiglia di polifenoli del tè verde, nota come catechine, ed in particolare l'epigallocatechina gallato (EGCG) ha mostrato di bloccare il danno neuronale indotto da microglia, associato con la progressione dell'Alzheimer.(3)
Un altro studio, pubblicato sul Journal of Nutritional Biochemistry nell'aprile 2008, valida ulteriormente l'importanza delle specifiche catechine che inibiscono gli eventi biochimici cerebrali avversi che portano all'Alzheimer.(4)
Nella pubblicazione del gennaio 2007 del Breast Cancer Research viene messa in evidenza l'importanza dei polifenoli del tè verde, sottolineando una riduzione significativa del 20% del rischio di cancro al seno per chi consuma grandi quantità di tè verde-confermando che l'EGCG è probabilmente il polifenolo con il più grande effetto.(5)
Uno studio del 2007, pubblicato sugli Annals of the Royal College of Surgeon, ha dimostrato, in relazione alla salute della prostata, che i polifenoli del tè verde hanno il potere di "ridurre la crescita del tumore primario ed inibire le metastasi" nel tessuto prostatico.(6)
Dalle pianure alluvionali del Brasile, dove traggono forza dal suolo dell'Amazzonia ricco di nutrienti, le bacche di Acai sono parte della cultura dell'uomo da migliaia di anni.
Per secoli, le tribù indigene, incluse le Amazzoni, hanno usato queste bacche per aumentare l'energia, la forza e la vitalità. Leggende locali descrivono i poteri incredibili di supporto e guarigione dell'Acai, quando i guerrieri mangiavano queste bacche prima e dopo la battaglia. Non ci si deve meravigliare se per centinaia di anni, la pianta di acai è stata chiamata l'albero della vita.
L'acai ha recentemente guadagnato un seguito scientifico come una potente fonte di antiossidanti. Dettagli analitici pubblicati sul Journal of Agricultural Food Chemistry hanno dimostrato che il suo potere è associato al suo contenuto in polifenoli, in particolare antocianine e cianidine.(7)
Le bacche scure sono da tempo note come alimenti tra i migliori dal punto di vista del potere di protezione. La famiglia dei polifenoli nota come flavonoidi e le antocianine presenti nel mirtillo nero e nel ribes nero sono state dimostrate, in uno studio pubblicato nell'agosto 2007 sul Journal of Nutrition, essere di grande aiuto nella lotta contro l'infiammazione cronica e le malattie connesse, come il diabete, malattie neurodegenerative ed alcuni tipi di cancro.
La rivista medica Free Radical Biology and Medicine ha riportato che i flavonoidi contenuti nel mirtillo gigante americano non solo erano protettivi nei confronti del tessuto cerebrale, ma anche della funzione della memoria.(8)
La bacca di sambuco ha dimostrato di avere proprietà antivirali oltre alla capacità di supportare il sistema immunitario. I mirtilli rossi contengono un altro gruppo di polifenoli noto come proantocianidine. Sono proprio queste ultime ad essere associate alla capacità del mirtillo rosso di inibire le infezioni delle vie urinarie.
I polifenoli dell'uva rossa includono flavonoidi, antocianidine, catechine e resveratrolo.
Nella pubblicazione dell'ottobre 2005 del Journal of Nutrition si legge che i polifenoli dell'uva rossa hanno forti legami con la salute del cuore.(9)
La pubblicazione del marzo 2008 dell'Agriculture Research riporta che l'uva rossa aiuta i diabetici di tipo 1.(10) Inoltre la rivista Nutrition dichiara che l'uva rossa può ridurre l'invecchiamento del cervello.(11)
Il resveratrolo, la "star" dei polifenoli dell'uva rossa, è stato associato alla salute del cuore(12), alla protezione della salute cognitiva(13), alla riduzione del peso e al rallentamento, o forse all'inversione di alcuni processi di invecchiamento oltre ad allungare la vita(14).
Bibliografia:
