
I carotenoidi assunsero per la prima volta il ruolo di nutrienti "protettivi" fondamentali quando a metà degli anni '70 i ricercatori del US Department of Health and Human Services e del Centers for Disease Control and Prevention (CDC) identificarono la loro capacità di ridurre il rischio di malattie(1).
La ricercatrice Regina Ziegler del National Cancer Institute continuò ad evidenziarne il legame con la prevenzione del cancro ai polmoni nel 1986(2), e poi dimostrò un inferiore rischio di cancro in coloro che seguivano un'alimentazione ricca di carotenoidi derivanti da frutta e verdura(3)(4).
Il National Health and Nutrition Examination Survey (NHANES), supportato da molti altri studi, ha scoperto che i carotenoidi migliorano la salute del cuore e riducono il rischio di malattie cardiache(5)(6). Prove di questi benefici si estesero presto alla salute degli occhi, alla qualità della vista(7) e al sistema immunitario(8).
La ricerca condotta sul Carotenoid Complex della GNLD è durata per più di 15 anni. È iniziata con la prima assoluta prova di biodisponibilità dei carotenoidi derivanti da alimenti integrali(9)(10). I ricercatori dell'USDA hanno ulteriormente riaffermato la loro biodisponibilità ed hanno dimostrato i loro poteri protettivi per il cuore(11)(12) (figura 2) e per le cellule(13).
Seguirono altri 2 studi dei ricercatori USDA che mostrarono gli effetti benefici del Carotenoid Complex (figura 1) sul potere immunitario(14)(15). Nel 2001 i ricercatori della GNLD hanno riaffermato la biodisponibilità analizzando una gamma ancora più ampia di carotenoidi(16).
La preoccupazione delle Autorità per la Salute per un insufficiente consumo di carotenoidi ha portato alla promozione di campagne intese proprio ad aumentare la consapevolezza della necessità dell'assunzione di questi elementi(17)(18).
Cuore e salute cardiovascolare: uno studio del 2004 condotto da un'equipe dell'Harvard Medical School rivelò che le persone con i più alti livelli di carotenoidi del siero (inclusi alfa-carotene, betacarotene, licopene, luteina, e beta-criptoxantina) avevano una riduzione del 40% di rischio di ischemia rispetto a chi aveva i livelli inferiori(19). Così come uno studio del 2008 su 559 uomini mostrò che l'aumento di assunzione di alfa e beta-carotene da carote portava ad una riduzione del 17% del rischio di morte per cause cardiovascolari (CVD) (20).
Nel 2006 alcuni ricercatori svedesi hanno trovato un legame tra bassi livelli di luteina, zeaxantina e beta criptoxantina e l'insorgere di malattie coronariche. Chi invece non mostrava problemi in tal senso presentava alti livelli di questi carotenoidi nel sangue(21).
Salute della prostata: dai primi anni '90 la ricerca scientifica ha individuato un legame tra il licopene e la riduzione del rischio di cancro alla prostata. Uno studio ha rivelato che il licopene (dai pomodori), presente nell'alimentazione dalle 4 alle 5 volte la settimana, apportava una riduzione di questo rischio del 25%.
Lo studio, durato 2 anni, ha evidenziato che un aumento dell'82% nei livelli di licopene nel sangue portava ad una riduzione del 42% dei livelli dell'antigene prostatico specifico (PSA) (22).
Potere immunitario: nel 2001 alcuni ricercatori svedesi hanno osservato livelli più elevati di cellule NK (Natural Killer, cellule del sistema immunitario, particolarmente importanti nel riconoscimento e successiva distruzione di cellule tumorali e infette da virus) in persone che assumevano più carotenoidi, confermando la relazione tra un'alimentazione ricca di questi elementi, il potere immunitario e la salute in genere.
Salute della vista: in uno studio di 48 settimane alcuni ricercatori hanno analizzato l'integrazione di Luteina in funzione protettiva della vista in pazienti con retinite pigmentosa (RP). Le conclusioni: "Paragonando lo sviluppo dei gradi di vista e la naturale perdita attesa con il trascorrere delle 48 settimane, la maggior parte dei dati ha mostrato una diminuzione ridotta, anche in modo rilevante se considerata in condizioni di illuminazione normale" (23).
Performance della mente: uno studio francese del 2007(24) ha mostrato una relazione tra i carotenoidi e i processi cognitivi nella popolazione anziana in salute. L'autore dello studio, Tasnime Akbaraly, ha detto: "In questo studio, bassi livelli di carotenoidi come licopene e zeaxantina sono stati associati ad una scarsa funzione cognitiva in una popolazione anziana istruita".
Infiammazioni: uno studio inglese del 2005 della Cambridge University(25) mostrò che i soggetti che assumevano più betacriptoxantina presentavano un rischio di sviluppo di poliartrite il 50% inferiore di quelli che ne assumevano di meno. I ricercatori hanno commentato sostenendo che anche i più modesti aumenti di consumo della beta-criptoxantina riducono significativamente il rischio di problemi infiammatori come l'artrite reumatoide.
Bibliografia:
