
Gli acidi grassi omega-3 non solo sono generalmente associati alla salute del cuore, ma le loro proprietà di ridurre i trigliceridi, aumentare il “colesterolo buono” (HDL), inibire la formazione di placche, stabilizzare il ritmo cardiaco e mantenere sane vene ed arterie hanno evidenziato l’importanza di assumere tutti gli 8 membri della famiglia degli acidi grassi omega-3(1).
Gli scienziati erano consapevoli dei benefici degli acidi grassi omega-3 prima ancora che vennero pubblicizzati negli anni ‘70. Nel 1936 un epidemiologo studiando gli Inuit in Groenlandia osservò un tasso di incidenza di malattie cardiache nella popolazione vicino allo 0, e subito lo legò alla presenza degli acidi grassi nell’alimentazione degli Inuit(2)(3). Nel 1980 alcuni ricercatori danesi documentarono le capacità protettive degli acidi grassi omega-3 confrontando l’incidenza di varie malattie nella popolazione danese rispetto a quella degli Inuit(4). In particolare dimostrarono che i danesi subivano casi di attacchi di cuore 10 volte superiori, casi di psoriasi 20 volte superiori, asma 25 volte e diabete 9 volte superiori rispetto agli Inuit.
La GNLD introdusse Omega-3 Salmon Oil, derivato da salmone naturale e puro, come la più biocompatibile fonte di acidi grassi omega-3 facenti parte della catena alimentare umana. Per tutti gli anni ‘80 e ‘90 il SAB ha seguito gli sviluppi scientifici e tecnologici nell’integrazione di omega-3.
All’inizio degli anni 2000 i suoi componenti hanno sviluppato una tecnologia esclusiva chiamata “differenziazione molecolare”, che, per la prima volta, ha consentito l’identificazione, la quantificazione e la fornitura di tutti gli 8 membri della famiglia degli acidi grassi omega-3 in un unico integratore. Introdotto nel 2006, l’Omega-3 Salmon Oil Plus ha fissato dei nuovi standard di qualità nell’integrazione di Omega-3. Studi clinici condotti sotto la direzione del membro del SAB Dr. Arianna Carughi e presentati alla Riunione Annuale della “Federation of American Societies for Experimental Biology”, nell’Aprile 2008(5) e alla Riunione Annuale dell’American College of Nutrition nell’Ottobre 2008(6) hanno mostrato notevoli benefici, tra cui(7):
• Rapida assimilazione e bio-disponibilità con il risultato di un maggiore equilibrio anti-infiammatorio nelle membrane cellulari.
• Riduzione dei trigliceridi; in media, 17% in sole 8 settimane.
• Miglior rapporto omega-3/omega-6; diminuzione degli indicatori di rischio per la salute del cuore.
• Miglior indice di omega-3; aumento del 38% di questo indice di protezione cardiaca.
• Indice infiammatorio ridotto del 68%; riduzione della tendenza ad infiammazioni.
Molti scienziati e ricercatori hanno coniato il termine “molecole master” per descrivere il potere degli acidi grassi omega-3. Sono fondamentali per la biochimica umana ed hanno dimostrato di giocare un ruolo fondamentale per la salute, vitalità e longevità.
Salute cardiovascolare: nel 2005, si dimostrò che l’integrazione di acidi grassi omega-3 riduce il manifestarsi di “attacchi” di cuore mortali in pazienti definiti ad alto rischio(8). Nel 2006 alcuni studiosi hanno analizzato i dati di più di 340.000 soggetti e hanno riportato una riduzione del 35% di rischio di morte cardiaca, e il 45% di riduzione nel rischio di morte “improvvisa” per coloro che consumassero 850mg di omega-3 ogni giorno(9). Uno studio giapponese del 2007 evidenziò che un’integrazione quotidiana portava ad una riduzione del 24% di angina (dolore al cuore) e del 19% di eventi coronarici non fatali(10). Lo stesso anno ricercatori dell’Università di Atene hanno riportato che un’alimentazione ricca di omega-3 equivale ad un ritmo cardiaco più stabile(11).
Salute cognitiva: nel 2005 i ricercatori dell’Università della Luisiana (LSU) hanno dimostrato che gli acidi grassi omega-3 del pesce non sono solo vitali per i tessuti del cervello ma fungono da agenti protettivi contro la neuro-degenerazione e contro il peggioramento della funzione cerebrale associati con l’Alzheimer(12).
Nel 2007 è stato poi pubblicato uno studio che ha mostrato che anziani con un alto consumo di omega-3 subivano un deterioramento cognitivo notevolmente inferiore a quelli con un consumo più basso(13). Lo stesso anno si è dimostrato anche che un’alimentazione ricca di omega-3 portava ad un inferiore declino della capacità verbale tra gli anziani(14). Uno studio del 2008 effettuato a Taiwan ha evidenziato che 1,8 grammi di acidi grassi omega-3 possono migliorare la condizione clinica generale in pazienti con Alzheimer lieve o moderato o con lievi danneggiamenti cognitivi(15).
Salute della vista: in aggiunta all’impatto degli acidi grassi omega-3 sulla riduzione del 70% del rischio di degenerazione maculare legata all’invecchiamento (AMD) (16), gli acidi grassi omega-3, in particolare il DHA, hanno un ruolo importante nelle cellule nervose della retina.
Gravidanza ed allattamento: l’importanza dell’assunzione di omega-3 durante la gravidanza e l’allattamento è stata dimostrata in parecchi studi. Per esempio, uno studio recente dal Canada ha riportato che un aumentato introito dell’omega-3 DHA durante la gravidanza può portare ad una migliorata funzione motoria dei nascituri in fasi della vita successive(17).
Salute delle ossa e delle articolazioni: A conferma di studi precedenti che hanno dimostrato che gli acidi grassi omega-3 possono ridurre ed addirittura prevenire l’infiammazione, uno studio pubblicato nell’aprile 2006 sul Journal Surgical Neurology ha mostrato che l’integrazione di omega-3 è efficace contro il dolore alla schiena ed al collo(18). Nel 2007, dei ricercatori svedesi hanno dimostrato che i giovani uomini con il più alto introito di omega-3 in generale e DHA in particolare accumulavano una massa ossea più forte(19).
Bibliografia:
