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Crucifere: i benefici per la salute

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I benefici delle crucifere Anche senza saperlo spiegare in modo scientifico, le nostre nonne conoscono bene l'importanza delle crucifere per la salute.
Eppure è da circa due decenni che gli scienziati hanno iniziato ad attribuire una grande importanza a queste piante. Nel 1992 gli scienziati della Johns Hopkins University hanno isolato per la prima volta un composto presente nei broccoli, chiamato sulforafano.
Di lì a poco il sulforano e altri composti dai nomi estremamente complicati come isotiocianati e glucosinolati, tutti presenti nelle piante della famiglia delle crucifere, sono stati inseriti in una lista di agenti protettivi contro il cancro.
Tre ricerche hanno confermato l'esistenza di una correlazione tra questi elementi protettivi contenuti nelle crucifere e una diminuzione del fattore di rischio relativo al cancro allo stomaco, al seno e al polmone.

La capacità dei broccoli nel prevenire il cancro allo stomaco

Presentando le loro scoperte nel corso dell'incontro dell'Associazione Americana per la Ricerca sul Cancro, dedicata alle "Frontiere nella prevenzione del cancro", il 2 novembre del 2005 i ricercatori giapponesi dell'Università di Tsukaba hanno aggiunto nuovi e significativi dati.
Il loro studio ha dimostrato che il sulforafano contenuto nei broccoli aiuta l'organismo a combattere i microrganismi, conosciuti come 'Helicobacter pylori', responsabili della gastrite.
Questi batteri sono considerati un fattore di rischio per l'ulcera peptica e per il cancro allo stomaco. Gli scienziati giapponesi hanno dimostrato che il sulforafano glucosinolato dei broccoli ha la capacità di mantenere sotto controllo l'H-pylori. Il coordinatore della ricerca, Akinori Yanaka, ha concluso affermando che un'alimentazione ricca di sulforafano glucosinolato "potrebbe costituire un fattore di protezione contro il cancro allo stomaco".

I cavoli: utili nella prevenzione del cancro al seno?

Scienziati statunitensi e polacchi hanno rivolto la loro attenzione agli effetti che i cavoli potrebbero avere nella prevenzione del cancro al seno. I cavoli, come altre crucifere, sono ricchi di glucosinolati, composti che hanno dimostrato di avere proprietà anti-tumorali.
Un team di scienziati statunitensi e polacchi ha evidenziato una relazione inversa tra consumo di cavoli (sia crudi che cotti o preparati come salsa) e rischio di contrarre il tumore al seno.
Studiando un gruppo di immigrati polacchi negli Stati Uniti, hanno trovato una minore incidenza tra le donne che avevano consumato alti quantitativi di cavoli durante l'adolescenza. Anche un alto consumo in età adulta (almeno tre porzioni a settimana) sembra garantire una efficace protezione a quelle donne che non avevano l'abitudine di mangiare cavoli nel corso dell'adolescenza.
"Abbiamo osservato una curva di riduzione del rischio nella quale l'arresto dello sviluppo del tumore può avvenire sia nella fase iniziale della carcinogenesi, riducendo i danni al DNA e la mutazione cellulare, sia nella fase di sviluppo del tumore, interrompendo il processo che inibisce la morte programmata delle cellule e stimola la crescita cellulare incontrollata", ha concluso il Prof. Dorothy Rybaczyk-Pathak dell'Università del Nuovo Messico.

Tumore al polmone: meno probabile nei consumatori di crucifere

Gli scienziati dell'International Agency for the Cancer Research hanno messo in rilievo come il consumo delle crucifere, oltre ad essere un fatto positivo per l'intera popolazione, in alcuni individui apporti benefici supplementari. Focalizzando l'attenzione su due genotipi specifici abbastanza comuni (GSTMM1 e GSTT1) hanno dimostrato come il consumo di crucifere è correlato con una diminuzione del rischio di contrarre un tumore al polmone del 33% per il GSTMM1 e del 72% per il GSTT1.
Comunicando in una lettera pubblicata nel numero del 28 ottobre 2005 del "The Lancet" i risultati della ricerca, il coordinatore Dr. Paul Brennan dichiara: "Questi dati forniscono una chiara indicazione sugli effetti protettivi che le crucifere assicurano contro l'insorgere del cancro al polmone".


Bibliografia:

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  • GNLD: NEWS YOU CAN USE; 1/2006 (Ita)