
Ne abbiamo sentito parlare per anni... "mangiate più frutta e verdura!"
Sono stati spesi milioni di dollari nel tentativo di diffondere questo messaggio.
Scienziati, medici e professionisti della salute ci hanno sempre detto che l'inadeguato apporto di frutta e verdura crea le condizioni per una vita di malattie, disabilità, sofferenze che potrebbero facilmente essere evitate. E anche se le più recenti statistiche sulla diffusione delle malattie confermano che molti di noi si trovano su quel crinale, l'impressione è che non si stiano prendendo contromisure adeguate.
Infatti, due nuovi studi pubblicati dell'American Journal of Preventive Medicine (volume 32, n. 4, aprile 2007) sembrano confermare che ci sia stato uno spreco di soldi e di tempo.
Il primo studio, "Gli americani hanno aumentato l'assunzione di frutta e verdura?", ha utilizzato dati provenienti dalla Ricerca Nazionale sulla Salute e la Nutrizione condotta dall'USDA, raffrontando i dati del 1994 con quelli del 2002. Su 24.000 soggetti coinvolti, il 62% della popolazione non consumava nessuna porzione di frutta e 25% nessuna porzione di verdura. Quasi il 90% della popolazione cadeva così al di sotto dell'obiettivo minimo delle 5 porzioni di frutta e verdura da assumere ogni giorno. "Se consideriamo che i due terzi della popolazione soffrono di un qualche grado di obesità, l'impatto di una dieta povera di frutta e verdura è enorme…", afferma il prof. Tiffany Gary della Johns Hopkins School of Public Health.
Il secondo studio riguardava i progressi nel settore dell'alimentazione che potevano essere registrati tra i diversi gruppi etnici. Un primo studio ha evidenziato le differenze nelle abitudini alimentari di bianchi e neri, e una ancora più marcata differenza nell'incidenza di malattie cardiache, tumori e colpi apoplettici.
Neanche in questo caso, comunque, si registravano progressi di sorta.
Secondo il direttore dello studio, Dr. Ashima Kant, responsabile della ricerca del Queens College della City University of New York, "le tendenze nelle abitudini alimentari hanno fatto registrare negli anni passati un'evoluzione simile tra i bianchi ed i neri, dando l'impressione che i fattori di rischio che sono stati individuati come un fattore differenziale tra i bianchi e i neri non abbiano portato a registrare miglioramenti".
L'enorme carenza di fitonutrienti contenuti nella frutta e nella verdura, presente nell'alimentazione media ha fatto scattare i primi allarmi a partire da una ventina di anni fa. Questo vuol dire che nella routine quotidiana le persone continuano ad esporsi inutilmente ad elementi di rischio per la salute o di invecchiamento precoce, semplicemente perché non mangiano frutta e verdura in quantitativi sufficienti e quindi non assumono gli elementi nutrizionali che potrebbero proteggerli naturalmente.
Bibliografia:
