
La vitamina D fu scoperta da Adolf Otto Reinhold Windaus, un chimico tedesco che vinse il Premio Nobel per la Chimica nel 1928 per il suo lavoro sugli steroli e le relazioni di questi con le vitamine.
La vitamina D è unica tra i nutrienti, poiché è il solo nutriente considerato un pro-ormone, cioè il precursore di un ormone, sebbene non abbia alcuna attività ormonale di per sé stessa. Si presenta in due forme: vitamina D2 e vitamina D3. La vitamina D2 è la forma prodotta dalle piante dall'ergosterolo, uno sterolo naturale, mentre la D3 viene prodotta nella pelle dell'uomo e degli animali da una forma naturale di colesterolo (7-deidro-colesterolo) e dall'esposizione ai raggi UVB provenienti dal sole. Entrambe le forme sono attive nell'uomo.(1)
Alcuni esperti del settore medicale credono che si stia tutti attraversando un periodo di crisi dovuto alla carenza di vitamina D. La luce del sole è la fonte principale di vitamina D. Ma a causa della sempre maggiore consapevolezza del rischio di cancro della pelle per esposizione alla luce solare, la nuova tendenza a ridurre l'esposizione al sole sta lasciando la maggior parte di noi senza livelli ottimali di vitamina D.(2)
Molti rischi di salute se è carente
La malnutrizione di vitamina D può essere associata con una aumentata suscettibilità a parecchie malattie croniche, come ipertensione, cancro, malattia periodontale, sclerosi multipla, dolore cronico(2), disordini affettivi stagionali(3), malattia arteriosa periferica(4), deficit cognitivo(5), e parecchie malattie autoimmunitarie(6), incluso il diabete di tipo 1.
Sindrome metabolica
Nota anche come sindrome X, è recentemente stata associata ad una carenza di vitamina D. Uno studio pubblicato nel 2009 sul Journal of Clinical Lipidology ha mostrato che le persone con i più bassi livelli di vitamina D nel sangue avevano un 31% in più di prevalenza di sindrome metabolica rispetto a quelli con livelli più alti.(7)
Salute e longevità
Risultati pubblicati nel settembre 2009 sul Journal Nutrition Research hanno equiparato bassi livelli di vitamina D con il 150% di aumento in rischio di morte per tutte le cause.(8)

Alcune persone che assumono statine per ridurre i livelli di colesterolo nel sangue smettono a causa di dolore muscolare. In uno studio con 128 uomini e donne che avevano dolore muscolare legato all'uso di statine, i due terzi di essi avevano bassi livelli di 25-idrossivitamina D (sotto i 20ng/ml). Tra questi, in coloro che prendevano un integratore di vitamina D, mentre continuavano ad assumere la statina, il dolore muscolare scompariva nel 90% dei casi.
Indagini dell'Harvard School of Medicine suggeriscono che almeno un terzo degli adulti americani ed il 75% degli adulti con malattie cardiovascolari, rientrano nella categoria che presenta carenza di introito di vitamina D.
Bibliografia:
