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La storia dell'erboristeria

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Per migliaia di anni le erbe sono state impiegate con sicurezza ed efficacia per migliorare il benessere.
Le ricerche antropologiche hanno dimostrato che anche i nostri antenati "cacciatori-raccoglitori" usavano le erbe a proprio vantaggio. Cosa ancora più sorprendente, gli esseri umani potrebbero non essere stati la prima specie a far uso delle erbe. Gli scienziati, studiando i primati in Tanzania, hanno scoperto quasi una dozzina di piante non commestibili, una vera "materia medica", usata dalle popolazioni di scimpanzé. Una di queste piante, una foglia indigeribile con proprietà antibatteriche, è stata usata da popolazioni africane per curare ferite e dolori di stomaco.
Uno dei più antichi documenti scritti sulle erbe è il "Pen-Ts'ao Kang-Mu" (anno 3.737 a.C.), un compendio di 8.160 ricette, preparate principalmente dalle piante.
Le erbe hanno avuto un ruolo importante negli antichi scritti su tavolette di Mesopotamia, Egitto e Persia. Esse sono menzionate in tutta la Bibbia ed inoltre nei papiri egiziani di Ebers e Smith, ai quali è stato dato il nome dei loro scopritori, in cui si descrivono rimedi a base di erbe per vari disturbi, come i vermi intestinali e la ritenzione dei liquidi.
I medici erboristi dell'India, luogo di origine di molte spezie e medicine, hanno dato un contributo significativo alla conoscenza botanica. Circa 5.000 anni fa, i Veda descrivevano numerosi rimedi naturali.
La storia dell'erboristeria Anche gli antichi Greci avevano una ricca tradizione erboristica:
Ippocrate (anno 460-377 a.C.), il "Padre della Medicina", scrisse a proposito di numerose piante salutari e altrettanto fece Dioscoride che nel 78 d.C. pubblicò il "De Materia Medica" in cinque volumi, descrivendo i benefici di centinaia di piante.
Allo stesso modo, il medico romano Claudius Galenus (meglio conosciuto come Galeno, vissuto tra il 130 e il 200 d.C.), le cui idee hanno dominato la medicina per tredici secoli, pubblicò undici libri sulle piante benefiche per la salute.
Le popolazioni native dell'America sono famose per la loro saggezza nell'uso delle erbe ed altre piante per favorire la salute.
Gli Europei (specialmente gli inglesi, i tedeschi, gli italiani ed i francesi) hanno una lunga tradizione nell'impiego delle erbe per favorire il benessere.

Tendenze moderne nell'uso delle erbe

Al giorno d'oggi le erbe continuano a crescere in popolarità, perché la gente è alla ricerca di mezzi per favorire la salute in modo naturale e delicato. L'esercizio della professione erboristica etnica (nativa americana, cinese, ayurvedica o indiana, africana, europea, ecc.) ha riscosso una grande attenzione, poiché la gente in tutto il mondo ricerca una risposta logica alla propria necessità di tutelare la salute. Sia dal punto di vista economico che da quello emozionale, non possiamo più permetterci nei confronti della salute il tipo di approccio: "ripariamo dopo la rottura" .
La gente ovunque è preoccupata del crescente costo delle cure mediche, della spersonalizzazione dell'individuo durante il ricovero ospedaliero e del pericolo di effetti collaterali negativi.
Un grammo di prevenzione vale davvero come un chilo di terapia, e certe erbe potrebbero avere un ruolo importante nel migliorare il benessere.
Recentemente i medicamenti tradizionali, dall'Africa alle Americhe, all'Asia, hanno acquistato una maggiore legittimazione, da quando l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha adottato una risoluzione, nella quale si richiede ai governi di includere la medicina tradizionale, comprese le erbe, nel proprio sistema sanitario nazionale.
I ricercatori hanno iniziato l'arduo compito di identificare, isolare e concentrare gli ingredienti attivi in migliaia di erbe, e stanno iniziando a capire come funzionano queste erbe, sia dal punto di vista biochimico che fisiologico. Perché senza dubbio funzionano.
E' stato dimostrato che le erbe sono una fonte ricca di ingredienti attivi e quindi le aziende farmaceutiche di oggi spesso cercano prima nei luoghi tradizionali, come nella foresta pluviale, e presso i guaritori tradizionali, come gli sciamani, le indicazioni per guidare il proprio lavoro di sviluppo dei medicinali.
Ma sebbene le piante nella loro interezza contengano ingredienti attivi che possono essere isolati, imitati e brevettati, le società farmaceutiche non ottengono grandi guadagni dal loro studio, perché le piante di per sé non possono essere brevettate e vendute in esclusiva. Il risultato? Le preparazioni a base di erbe si basano su piante intere così come esistono in natura e quindi contengono molti ingredienti attivi, mentre le medicine sono costituite da ingredienti chimici isolati. La grande differenza tra le erbe ed i medicinali, dunque, è che le erbe sono impiegate per mantenere il benessere e prevenire le malattie, mentre le medicine sono usate per curare le malattie solo dopo che queste si sono sviluppate.
I ricercatori stanno appena iniziando a scoprire le basi scientifiche dei benefici di erbe che sono state usate per migliaia di anni, come il ginkgo biloba e radici di zenzero e liquirizia, ginseng e aloe vera. Nella medicina asiatica tradizionale, per esempio, si diceva che il ginseng "rafforzasse la mente, rilassasse e calmasse i nervi". Allo stesso modo, molti studi degli effetti dell'Iperico sull'umore hanno dato dei risultati promettenti, ed è attualmente un argomento di studio degli Istituti Nazionali della Salute. Il palmetto di Sabal ha ottenuto un'attenzione simile per il suo ruolo nell'aiutare la fisiologia maschile, come il ginkgo biloba per le sue proprietà protettive per il cervello e l'aloe vera per le caratteristiche lenitive.
Negli studi sulle erbe apprezzate dalla tradizione, i fatti hanno teso a convalidare le credenze popolari.


Bibliografia:

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  • GNLD: Alternative alle erbe; Erbe – 6.10