Patatine fritte: tutto ciò che occorre sapere

Patatine fritte tutto ciò che occorre sapere

Le patatine fritte rientrano tra i cibi più amati in quasi ogni parte del mondo, soprattutto dai giovani, come snack, in accompagnamento alla portata del secondo, oppure associate ad una bevuta fuori casa con gli amici. Calcolare le esatte calorie delle patatine fritte però risulta tutt’altro che semplice, sia per via della durata della cottura, sia per la quantità del grasso assorbito dall’olio di frittura impiegato.

Una singola porzione di patatine fritte nel modo tradizionale apporta circa 340 calorie, sconsigliate per i soggetti che seguono un regime dietetico ipocalorico, mentre le classiche patatine fritte industriali all’interno delle buste apportano fino a 500 calorie, un numero decisamente abbondante.

Oltre alla calorie, all’interno delle patatine fritte, si trovano anche grassi e carboidrati, nonché doversi pericoli per la salute dell’organismo come evidenziato da numerose ricerche ormai. Le patatine dei fast food vengono inoltre fritte all’interno di olio di masi, promuovendo all’insorgenza del colesterolo cattivo, disturbi epatici e patologie cardiache.

Patatine fritte: tutto ciò che occorre sapere

Le patate trattate in diverse tipologie di cottura, fatta eccezione per il fritto, apportano una serie di benefici e senso di sazietà per un numero di calorie assunte decisamente inferiore. E’ pur vero che una volta ogni tanto si potranno concedere delle eccezioni al proprio regime alimentare, ma rimane preferibile non abusare delle fritture e prediligere soprattutto una cottura casalinga.

Le patatine fritte perdono ogni caratteristica benefica presente al proprio interno conservando soltanto grassi e carboidrati. In seguito alla frittura inoltre le patatine contengono acrilamide, altamente dannosa per la salute in seguito ad un periodo prolungato e ad una temperatura elevata dell’olio.

Le patatine fritte presentano anche idrocarburi aromatici policiclici che, uniti all’acrilamide, potenziano un effetto altamente cancerogeno. L’olio migliore per friggere le patatine dovrà risultare ricco di grassi monoinsaturi, ovvero l’olio di oliva o quello di arachidi, in grado di raggiungere un punto di fumo a 210 gradi, consigliato rispetto alle fritture industriali.

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