Belladonna: Proprietà, Utilizzi, Controindicazioni

La Belladonna consiste in una pianta erbacea perenne appartenente alla famiglia delle Solanaceae. La Belladonna si presta soprattutto agli impieghi farmacologici, famosa per le sue proprietà in campo azioni antispasmodiche e broncodilatatrici.

La pianta, a livello strutturale, può dimostrarsi in grado di raggiungere 1 metro di altezza di tipologia perenne e rizomatosa, sotto un fusto eretto, ramoso in direzione della chioma e massiccio, con foglie picciolate di forma ovato-ellittiche in grado di raggiungere i 15 centimetri ricoperte da una leggera peluria presente anche sul fusto. Strofinando le foglie si otterrà un intenso odore fastidioso, tipico delle difese naturali della pianta stessa.

Attraverso questo nuovo articolo guidato ci occuperemo di approfondire tutte le particolarità date dalla pianta Belladonna, soffermandoci in particolar modo sulle sue proprietà, gli utilizzi e le eventuali controindicazioni per l’organismo.

Belladonna: tutto quello che occorre sapere sulla pianta

La pianta Belladonna presenta dei fiori del tutto simili a bacche nere ricche di semi all’interno. L’habitat ideale della Belladonna consiste in maggior parte in aree boschive e in prevalenza di cespugli, nelle montane e submontane dell’aera dell’Europa centrale, dell’Africa settentrionale e dell’Asia occidentale, Alpi e Appennini all’interno della penisola italiana.

La Belladonna era conosciuta anche nei tempi più antichi, soprattutto in direzione dei cenni a riguardo dell’avvelenamento dato dalle bacche nere. La Belladonna venne inserita anche nel protocollo dei trattamenti contro il morbo di Parkinson sotto dosaggi strettamente minimi.

Ad oggi, la pianta della Belladonna, viene utilizzata in campo farmacologico pur trattandosi di una delle specie maggiormente pericolose per la salute in dosaggi fuori controllo. Gli effetti tossici della pianta integrano sintomi quali mal di testa, tachicardia, secchezza a livello della gola, assenza di secrezioni lacrimali, stati allucinatori, extrasistole, fibrillazione, rash cutanei scarlattiformi, arresto della peristalsi, coma, delirio, arresto respiratorio, disorientamento.

In campo medico la Belladonna viene utilizzata a contrasto della secrezione acida e della motilità gastrica dimostrando un’azione antispasmodica e parasimpaticolitica. Dosaggi strettamente prescritti dal proprio medico curante vengono utilizzati in presenza di ipercloridria, bruciori di stomaco, sindrome dell’intestino irritabile, spasmi addominali, ulcera peptica, gastrite.

La Belladonna viene espressamente sconsigliata ai soggetti affetti da  asma bronchiale, bradicardia e glaucoma, comprese le assunzioni di farmaci antidepressivi, antispastici e antistaminici.

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